Green Claims · Dichiarazioni ambientali

Le vostre dichiarazioni ambientali reggono alla verifica?

Dal 27 settembre 2026 ogni messaggio ambientale rivolto al consumatore deve essere specifico e dimostrabile, anche su packaging e materiali già stampati. Censiamo i claim dell'impresa, misuriamo il rischio, rivediamo i testi, organizziamo le evidenze disponibili e definiamo gli approfondimenti necessari.

Cosa cambia Codice del consumo · D.Lgs. 30/2026 · rapporti con il consumatore

Quattro pratiche non più ammesse.

Il recepimento della direttiva (UE) 2024/825 ha modificato il Codice del consumo. Le regole valgono per la comunicazione rivolta al consumatore; per i rapporti tra imprese si applica la disciplina sulla pubblicità ingannevole.

Claim generici

"Green", "eco", "sostenibile" senza specificazione sono ammessi solo a fronte di un'eccellenza ambientale riconosciuta.

Etichette di sostenibilità

Ammesse solo se pubbliche o fondate su un sistema di certificazione conforme. I bollini costruiti in casa non bastano.

Neutralità da compensazioni

Vietati i claim di prodotto che dipendono da crediti di carbonio esterni alla catena del valore.

Impegni futuri

"Net zero 2030" richiede un piano, obiettivi misurabili e una verifica indipendente.

Dove nasce il rischio Nel passaggio dal dato al messaggio

Il problema raramente è il dato. È quello che il messaggio lascia intendere.

Le imprese industriali hanno spesso dati migliori di quanto credano. Il rischio si forma quando un dato corretto, riferito a un componente o a una fase, diventa un messaggio che il consumatore riferisce all'intero prodotto.

Il beneficio si allarga

Una percentuale di riciclato riferita a un componente diventa, nel messaggio, una caratteristica dell'intero prodotto.

Il confronto non ha riferimento

"Il 30% in meno" senza dire rispetto a cosa, con quale metodo e in quale periodo.

La prova è datata o di altri

Studi vecchi, dati di fornitori senza diritto di riuso, certificati scaduti o riferiti a un'altra referenza.

L'immagine dice più del testo

Foglie, colori verdi, icone e simboli creano un'impressione complessiva che il testo da solo non sosterrebbe.

Come lavoriamo Dalla verifica al presidio

Cinque fasi, attivate solo dove servono.

La verifica iniziale è sempre il primo passo. Gli interventi successivi si attivano soltanto sui claim e sulle prove che la verifica indica.

01

Perimetro

Trenta minuti per definire destinatari, canali e materiali da esaminare.

02

Verifica iniziale

Censimento dei claim su testi, immagini, nomi e bollini, con una checklist di controlli e tre livelli di priorità.

03

Riscrittura e prove

Testi alternativi coerenti con la prova disponibile e fascicoli che la documentano. Dove manca un dato, definiamo come ottenerlo e con quale incarico.

04

Procedura interna

Chi approva un claim prima della pubblicazione, con quali evidenze e con quale scadenza di riesame.

05

Presidio

Verifica dei claim nuovi prima della stampa e riesame periodico del registro.

Cosa resta in azienda Documenti riutilizzabili, non un parere

Un registro dei claim che accompagna l'impresa.

Registro dei claim

Tutti i messaggi ambientali dell'impresa, con destinatario, canale, criticità e indicazione operativa: rimuovere, specificare, provare, mantenere.

Testi proposti

Per ogni claim da correggere: testo originale, testo proposto, condizione d'uso e prova di riferimento. Più il piano per i materiali già stampati.

Fascicolo delle prove

Per ogni claim mantenuto: chi ha prodotto il dato, cosa misura, perimetro, periodo, validità e diritti di riuso, richieste ai fornitori comprese.

Procedura di approvazione

Ruoli, flusso dal fornitore alla pubblicazione, archivio unico delle evidenze e gli eventi che fanno scattare un riesame.

A chi si rivolge Chi comunica al consumatore e chi gli fornisce i dati

Due posizioni diverse nella stessa filiera.

Verso il consumatore

Imprese che comunicano al mercato finale

Percorso completo sul Codice del consumo come modificato dal D.Lgs. 30/2026, su tutti i materiali rivolti al pubblico.

  • Cantine e agroalimentare
  • Cosmetica e detergenza
  • Moda e abbigliamento
  • E-commerce e schede prodotto
Tra imprese

Fornitori di dati e componenti

Stessa verifica con perimetro B2B, come revisione volontaria sulla disciplina della pubblicità ingannevole. Il valore sta soprattutto nel fascicolo da consegnare al cliente.

  • Packaging e chiusure
  • Ingredienti e materie prime
  • Componenti per beni di consumo
Domande frequenti Perimetro del servizio

Quello che il servizio è, e quello che non è.

Rilasciate una dichiarazione di conformità sui claim?

No. Consegniamo un audit tecnico-documentale e i fascicoli delle prove. La valutazione di liceità, dove serve, spetta al consulente legale indicato dall'impresa.

Le regole valgono anche per la comunicazione tra imprese?

I divieti introdotti nel Codice del consumo riguardano i rapporti con il consumatore. Nella comunicazione tra imprese si applica la disciplina sulla pubblicità ingannevole, e il cliente a valle chiede comunque prove documentate.

Serve una certificazione per ogni dichiarazione ambientale?

No. Il tipo di prova dipende dalla dichiarazione: per alcune basta un dato interno tracciabile, per altre serve uno studio secondo standard riconosciuti. La verifica iniziale dice quale prova serve per quale claim.

E i materiali già stampati?

Rientrano nel perimetro. Il piano distingue cosa va corretto subito, cosa si può esaurire e con quali tempi, indicando responsabili e scadenze.

Chi costruisce il dato può anche verificarlo?

No. Se costruiamo un piano o un dato, non ne siamo il verificatore indipendente. È una regola che teniamo ferma anche quando il cliente preferirebbe un unico fornitore.

Una dichiarazione ambientale si difende con le prove, non con le intenzioni.

Un confronto preliminare serve a definire materiali, mercati e destinatari, e a capire quale livello di verifica ha senso nel vostro caso.

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