È la confusione che genera più telefonate: il regolamento è in applicazione dal 12 agosto 2026, ma diversi obblighi dipendono da atti che la Commissione non ha ancora adottato. Sapere cosa è esigibile oggi e cosa no evita sia le corse inutili sia i ritardi veri.
Reg. (UE) 2025/40 ha sostituito la vecchia direttiva. Gli obblighi documentali su conformità e dichiarazione UE di conformità sono la parte da cui partire: riguardano chi immette imballaggi sul mercato, inclusi quelli che arrivano già montati dai fornitori.
Il formato dell'etichetta armonizzata dipende da atti della Commissione che alla data indicata non risultano adottati. Finché non escono, il disegno definitivo dell'etichetta non è conoscibile: chi vi vende una soluzione «già conforme» sta anticipando qualcosa che non c'è.
L'obbligo nazionale di etichettatura ambientale degli imballaggi, in vigore dal 1° gennaio 2023, continua ad applicarsi finché l'etichetta armonizzata europea non lo sostituisce. È l'obbligo che oggi può essere contestato, non quello futuro.
O 24 mesi dall'entrata in vigore dell'atto di esecuzione, se successiva. Gli imballaggi immessi sul mercato prima restano commercializzabili per tre anni. È il motivo per cui conviene sapere adesso cosa andrà cambiato, e farlo coincidere con una tiratura di stampa invece di una ristampa straordinaria.
La prima domanda non è «siamo conformi», è «cosa siamo»: fabbricante, importatore, distributore o utilizzatore finale di un imballaggio altrui. Da quel ruolo dipendono gli obblighi, e molte imprese scoprono di essere fabbricanti per qualcosa che consideravano un acquisto.
Cosa immettete sul mercato con il vostro marchio, cosa acquistate già fatto, cosa usate solo per il trasporto. Ne esce l'elenco delle famiglie e il vostro ruolo per ciascuna.
Quali dichiarazioni dovete avere voi e quali dovete chiedere ai fornitori. Nella pratica è qui che si blocca quasi tutto: il fornitore non ha il dato, o ha una dichiarazione generica.
Quando conviene intervenire, su quali famiglie e in che ordine, tenendo conto delle scorte e dei cicli di stampa. Si aggiorna quando gli atti di esecuzione escono.
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Chi ha il Sustainability Monitor riceve gli aggiornamenti su questo fronte senza doverli cercare: gli imballaggi sono uno dei nove ambiti sorvegliati.
No, e farlo adesso sarebbe prematuro: il formato dell'etichetta armonizzata dipende da atti di esecuzione che alla data indicata non risultano adottati. Quello che conviene fare ora è sapere quali famiglie di imballaggi sono coinvolte e quando scadono le scorte, per far coincidere il cambio con una tiratura già prevista.
Dipende dal ruolo. Se immettete sul mercato un prodotto imballato con il vostro marchio, molti obblighi ricadono su di voi anche se l'imballaggio è stato prodotto da altri. È il punto da chiarire per primo, perché cambia tutto il resto.
No. L'obbligo nazionale continua ad applicarsi finché l'etichetta armonizzata europea non lo sostituisce. Toglierla ora espone a una contestazione su una regola in vigore, in nome di una che non c'è ancora.
È la domanda da cui dipende tutto il resto, e nella maggior parte dei casi si risolve guardando insieme cosa esce davvero dal vostro magazzino.
Parliamo dei vostri imballaggi →