Carbon footprint d'organizzazione · ISO 14064-1

Quante emissioni avete? La risposta serve prima a voi, poi al cliente.

L'inventario delle emissioni è il dato che vi viene chiesto da buyer, banche e gare. Ma è anche la prima mappa onesta di dove finisce l'energia che pagate. Lo costruiamo con CO2e, nella forma che serve a chi ve lo chiede.

Inventario GHG · anno 2025Esempio
Scope 1Combustione diretta: metano, gasolio, gas tecnici412 tCO₂e
Scope 2Energia elettrica acquistata, location-based286 tCO₂e
Scope 3Sei categorie rilevanti su quindici1.604 tCO₂e
Esempio illustrativo. Nella manifattura la parte più grande sta quasi sempre fuori dai cancelli: è lì che si decide se un dato serve a rispondere o solo ad archiviare.
A cosa serve Quattro destinazioni, un solo calcolo

Si calcola una volta e si usa in quattro posti.

Capita spesso che l'inventario venga rifatto ogni volta che qualcuno lo chiede, con perimetri diversi e numeri che non tornano fra loro. È il modo più caro di avere lo stesso dato.

Il questionario del cliente

Quasi tutti i questionari di filiera chiedono Scope 1 e 2, molti chiedono anche alcune categorie di Scope 3. Un inventario già fatto trasforma mezza giornata di ricerche in un copia e incolla.

L'istruttoria della banca

Nelle pratiche di affidamento e nella finanza agevolata il dato emissivo entra sempre più spesso come parametro. Averlo documentato e datato vale più che averlo approssimato.

Il bilancio di sostenibilità

Energia ed emissioni sono fra le informazioni che lo standard volontario chiede già nel modulo Base. L'inventario è il motore che alimenta quella parte del documento.

Le decisioni interne

Dove si brucia di più, quanto pesa la logistica, cosa cambierebbe un intervento sull'impianto. È la parte che nessuno chiede e che di solito è quella che ripaga il lavoro.

Lo facciamo con CO2e

La parte tecnica — perimetro, fattori di emissione, calcolo, documentazione per l'eventuale verifica — è di CO2e, che lavora su ISO 14064 con esperienza di audit. ESG Network tiene insieme il quadro: a chi serve il dato, in che forma, con che scadenza, e come entra nelle risposte che dovete dare. Vai a co2e.it →

Scope 1, 2 e 3 In parole che si possono usare in riunione

Tre confini, non tre livelli di bravura.

«Scope» è il linguaggio del GHG Protocol, quello che usano i questionari. La norma ISO 14064-1 organizza le stesse emissioni in sei categorie: il contenuto è lo stesso, cambia l'etichetta — e sapere quale sta usando l'interlocutore evita metà dei malintesi.

Scope 1

Quello che bruciate voi

Le emissioni dirette dei vostri impianti e dei vostri mezzi: metano per il riscaldamento e i forni, gasolio dei muletti e dei camion aziendali, gas tecnici e refrigeranti che possono fuggire.

Dove si trova il dato: bollette del gas, fatture carburante, registri dei rabbocchi di refrigerante
Scope 2

L'energia che comprate

Le emissioni legate all'elettricità, al calore o al vapore acquistati. Si calcola in due modi: location-based con il mix elettrico nazionale, market-based tenendo conto dei contratti e delle garanzie d'origine. Molti questionari chiedono entrambi.

Dove si trova il dato: bollette elettriche, contratti di fornitura, certificati di garanzia d'origine
Scope 3

Tutto il resto della catena

Quindici categorie che vanno dagli acquisti ai trasporti, dai rifiuti ai viaggi fino all'uso del prodotto venduto. Non sono tutte rilevanti: il lavoro vero è decidere quali lo sono per voi e dichiararlo, non calcolarle tutte male.

Dove si trova il dato: contabilità fornitori, documenti di trasporto, registri rifiuti, note spese
Come lavoriamo Dal perimetro al dato usabile

Quattro passaggi, sei-dieci settimane.

01

Perimetro e anno

Quali sedi e società entrano, quale anno si prende come riferimento, quali categorie di Scope 3 sono rilevanti. Le scelte si scrivono, perché l'anno dopo vanno ripetute identiche.

02

Raccolta

Bollette, fatture carburante, consumi di processo, trasporti, rifiuti, acquisti rilevanti. È la fase più impegnativa per voi: diamo i modelli e diciamo esattamente dove guardare.

03

Calcolo

Fattori di emissione da banche dati riconosciute, scelti e tracciati uno per uno. Dove un dato manca, si usa una stima dichiarata come tale invece di un numero che sembra misurato.

04

Consegna

L'inventario, la relazione metodologica con le fonti, e il foglio di calcolo che l'anno prossimo si aggiorna invece di rifarsi. Se serve la verifica di parte terza, il dossier è già nella forma giusta.

Perimetro Cosa l'inventario non è

Un numero documentato, non un bollino.

Non è certificato per il solo fatto di esistere

Un inventario conforme alla ISO 14064-1 diventa verificato quando un organismo indipendente lo verifica. Se il cliente la chiede, si imposta come incarico separato: noi prepariamo il dossier, la verifica la fa un terzo.

Non è neutralità e non è compensazione

Misurare non è ridurre. L'inventario dice dove siete; gli obiettivi di riduzione e qualunque discorso sulla compensazione sono decisioni successive, con regole e rischi comunicativi propri.

Non è confrontabile con chiunque

Due inventari si confrontano solo se hanno lo stesso perimetro, lo stesso metodo di calcolo dello Scope 2 e gli stessi criteri sullo Scope 3. I confronti fra imprese diverse vanno maneggiati con prudenza.

Domande Quelle che ci arrivano più spesso

Prima di decidere.

Dobbiamo per forza calcolare lo Scope 3?

Non sempre. Molti questionari si fermano a Scope 1 e 2. Quando lo Scope 3 serve, il punto non è calcolare tutte e quindici le categorie: è individuare quelle rilevanti per la vostra attività — di solito acquisti, trasporti e rifiuti — calcolarle bene e dichiarare esplicitamente quali sono escluse e perché.

Il cliente chiede lo Scope 2 «market-based». Cosa significa?

Che vuole il calcolo che tiene conto dei vostri contratti di fornitura elettrica e delle garanzie d'origine, invece del mix elettrico nazionale medio. Se acquistate energia da fonti rinnovabili certificate il numero market-based è più basso. Si calcolano entrambi, perché a seconda di chi chiede serve l'uno o l'altro.

Quanto tempo ci portate via?

Sei-dieci settimane in tutto, di cui la parte che richiede il vostro tempo è la raccolta dati: una mezza giornata iniziale per capire dove stanno le cose, poi il recupero dei documenti, che in genere fa l'amministrazione. Dal secondo anno si dimezza, perché il perimetro e le fonti sono già definiti.

I numeri cambiano se rifacciamo il calcolo l'anno prossimo?

I vostri consumi sì, ed è il punto. Ma cambiano anche i fattori di emissione, che le banche dati aggiornano: per questo l'anno base si ricalcola quando serve e ogni inventario dichiara quali fattori ha usato. Senza quella tracciabilità il confronto fra due anni non vuol dire niente.

Serve prima l'inventario o prima il bilancio?

Dipende da cosa vi è stato chiesto. Se la richiesta è un questionario con dentro i dati emissivi, si parte dall'inventario. Se è un documento di sostenibilità completo, si fanno insieme, perché energia ed emissioni sono una sua sezione.

La prima domanda è sempre: chi vi ha chiesto questo dato?

Da lì dipendono il perimetro, il livello di dettaglio e metà del lavoro. Un confronto di trenta minuti basta per impostarlo.

Parliamo del vostro inventario →